domenica 6 maggio 2018

Porto di Spezia: cosa fare contro inquinamento è agli atti ma non c’è la volontà politica


Ringrazio il Secolo XIX di ieri per avere pubblicato esaustivamente il contenuto del mio post sull'inquinamento del porto e sul mancato rispetto delle prescrizioni del Piano Regolatore del Porto.

Quello che ho scritto in questo post non è altro che il contenuto di prescrizioni previste dagli atti di approvazione del PRP. Sono anni che ripeto queste cose sul mio blog  e che vengono riportate dai quotidiani locali
Non credo che verrà fatto quello che è scritto in questi atti ne ancor di più ascolteranno, in Comune i miei consigli di azione amministrativa. 


Non lo faranno perché in questo territorio la pianificazione delle scelte non è fatta sulla base della ponderazione di interessi distinti ma solo adeguando l’uso del territorio all’interesse forte del momento: porto, grande distribuzione, grandi enti energetici etc. etc.

Sul porto la scelta di non avere una vera fascia di rispetto è stata fatta anni fa costruendo quegli assurdi palazzi sul Viale San Bartolomeo (peraltro molto probabilmente non rispettosi neppure delle distanze previste dal piano regolatore vigente all’epoca) che ha impedito di realizzare progetti che potevano risolvere l’impatto porto città come quello presentato dalla Compagnia Lavoratori Portuali alla Unione Industriali nel 2001. Un progetto che affrontava il problema dell’inquinamento dando anche un vero fronte urbanistico ai quartieri limitrofi ed oltretutto poteva essere finanziato al 75% dalla UE oltre che contribuire a produrre energia da fotovoltaico. Ma il progetto non aveva il benestare dei “mandarini” e della loro corte che da anni governano il Comune al posto dei politici eletti dai cittadini. Questi ultimi tutti, compresi gli ultimi, quasi sempre incompetenti o comunque troppo timidi e/o preoccupati di non intaccare gli interessi della lobby portuale. Perché per governare rappresentando interessi generali non basta vincere le elezioni, non basta neppure avere un minimo di competenza ci vuole coraggio civico quello che è mancato fino ad ora a tutti quelli che hanno governato la città compresi quelli attuali.

Bene, si fa per dire, ognuno si assumerà la responsabilità di quello che fa, di quello che dice, di quello che soprattutto non farà. Io tutto quello che avevo da dire sul porto e sul suo rapporto con la città l’ho detto e scritto in tutte le salse e a tutti gli interlocutori che contano (amministratori, politici, burocrati) e soprattutto a quelli che non contano purtroppo come i cittadini del Levante.

Non penso neppure che (Comune, Autorità Portuale e tanto meno la Regione) risponderanno a quello che ho scritto.  Non lo hanno fatto in questi anni e non lo faranno ora come non lo fecero sull’area ex IP e la indecente tecnica di bonifica utilizzata per anni in danno dei polmoni di migliaia di cittadini spezzini i cui effetti sanitari scopriremo tra qualche anno come al solito. E’ la tecnica di chi gestisce il potere a Spezia, quella di ignorare le critiche di merito e rispondere solo agli urlatori e ai casinisti perché quelli sono gli avversari ideali.

Sono stato l’unico assessore in questa città che ha cercato  con atti amministrativi concreti di regolamentare il rapporto porto città ne è derivato solo uno ostracismo da parte del ceto dirigente di questa città che dura ancora oggi. Sono orgoglioso di questo ostracismo perché non è frutto di estremismo elitario da parte mia ma della applicazione concreta di un modo di governare fondato sul rispetto di tutti gli interessi in campo e non solo di quelli di chi ha più potere economico.

Ma anche se per sbaglio  i signori delle istituzioni interessate rispondessero arrampicandosi sugli specchi, inventandosi scuse amministrative, io non risponderò più. Non ne vale la pena. Non si può passare tutta la vita a ripetere le stesse cose, si finisce per diventare patetici e io ho tanti difetti ma non sono certo patetico. A questo punto sono gli spezzini che devono ribellarsi a questo modo di usare il loro territorio, ma visto come hanno votato alle ultime amministrative temo non lo faranno.  D’altronde non sono messi neppure nelle condizioni di farlo vista la pochezza della opposizione politica e civica in questa città.

La cosa però che non accetterò mai è quella di passare per un nemico del porto o addirittura della occupazione. Non attacca cari servi e servetti vari! Lo scrivo per l'ultima volta:  si poteva e si potrebbe ancora rendere sostenibile il porto ma ci vogliono altri amministratori comunali e un'altra Autorità Portuale. 

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