domenica 28 gennaio 2018

Area centrale Enel e fusione nucleare, ma il metodo per decidere dove è?

L'area della centrale Enel della Spezia è stata scelta tra le 4 nelle quali dovrebbe essere collocato (previsa selezione apposita) un progetto sperimentale di fusione nucleare (vedi QUI). 
Sarò come spesso mi accade controcorrente ma a me interessa, prima ancora che discutere di questo progetto, capire tre cose:
1. come verrà impostata la bonifica dell'area della Centrale Enel. Bonifica a cui è obbligata Enel SpA in quanto soggetto inquinatore
2. quando la centrale se ne andrà sul serio con un progetto chiaro di dismissione presentato ufficialmente
3. se verrà avviata una valutazione di impatto sanitario per capire i danni alla salute prodotti fino ad ora e quindi se la discussione sul futuro dell’area verrà collegata con lo stato reale dell’inquinamento e della salute dei cittadini residenti.

Le suddette questioni devono tenersi insieme alla discussione sul futuro dell’area ecco come: 

domenica 21 gennaio 2018

Decadenza del PUC di Spezia il centro commerciale area ex SIO si può fermare comunque

Sia il progetto dell’area ex SIO nonchè  l’altro  progetto urbanistico operativo (PUO) per trasformare due capannoni fatiscenti di Acam, in via Fontevivo, in 3 edifici di 5 piani, e 2 strutture commerciali possono essere fermati nonostante  il nuovo Piano Urbanistico Comunale di Spezia sia decaduto. Questo per in motivi che illustro di seguito in questo post sia pure sommariamente e in chiava divulgativa…


giovedì 18 gennaio 2018

Impianti Inerti Lagoscuro: No ad autorizzazione per interdittiva antimafia e quello di Cerri di Follo?

Con Determina  dirigenziale n. 97 del 18 gennaio 2018 (vedi QUI) la Provincia di Spezia ha rigettato la domanda di autorizzazione unica ambientale alla ditta  Granulati srl (ex Inerti).

La motivazione del rigetto è frutto della conferma da parte della Prefettura della Spezia della interdittiva antimafia con provvedimento prot. n. 771 del 05.01.2018.


Secondo la determina della Provincia il dissenso della Prefettura non è superabile ai sensi della norma di cui all’articolo 67 del DLgs 159/2011 (Codice leggi antimafia) secondo la quale chi è interdetto per antimafia non può avere:  “f) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati;". 
Quanto sopra è stato confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n.565 del 9 febbraio 2017 (vedi QUIproprio in relazione alla ditta Granulati.
Con detta sentenza è stata annullata la sentenza del TAR Emilia Romagna n. 123 del 2016 con la quale era stata annullata la l’informativa antimafia del 21 gennaio 2015 e gli atti consequenziali o presupposti della ditta Granulati. Sulla base di quella sentenza del TAR era quindi stata dichiarata illegittima anche la decisione della Provincia della Spezia di non rilasciare Autorizzazione Unica Ambientale (di seguito AUA) a questo impianto.

Per una analisi approfondita di questa sentenza si veda QUI

mercoledì 17 gennaio 2018

Modifica dell’AIA come funziona. I casi Laminam e Discarica ex cava Fornace

La procedura che disciplina il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale è caratterizzata da vari parametri. Una delle questioni fondamentali è se le modifiche apportata ad una installazione già assoggettata ad AIA sia da considerarsi sostanziale o meno. Di seguito analizzerò

1. la definizione normativa di modifica sostanziale anche alla luce di una interessante recente sentenza del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Trento n.300 del 10 novembre 2017 (vedi QUI).
2. la violazione della suddetta normativa in alcuni casi specifici riportati alla fine del paragrafo che descrive la disciplina violata. In particolare utilizzerò due casi studio legati a vertenze che sto seguendo in due regioni diverse: il caso dell'impianto Laminam a Borgotaro e quello della discarica ex cava Fornace a Montignoso (MS).

venerdì 12 gennaio 2018

Ambiente la finta e confusa autonomia della giunta Toti

Con apposita DGR (vedi QUI), che verrà presentata al Consiglio Regionale di oggi, la Giunta Toti ha predisposto le condizioni per avviare il negoziato con il Governo per il riconoscimento alla Regione Liguria di forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Si tratta di un atto che tocca molti aspetti delle competenze regionali e statali così come ripartite dall’articolo 117 della Costituzione tra legislazione concorrente stato e regioni e legislazione esclusiva statale.
L’ambiente come è noto rientra tutt’ora nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello stato. Le ragioni sono state più volte spiegate dalla Corte Costituzionale e possono così sintetizzarsi: l’ambiente è un bene unitario e va tutelato complessivamente in tutta la nazione, le regioni possono derogare o integrare le norme statali ma solo alle condizioni previste dalle leggi ordinarie statali nel quadro del diritto comunitario in materia e comunque mai peggiorando la tutela ambientale ma al massimo migliorandola.
La Costituzione prevede però all’articolo 116 che anche nelle materia di competenza esclusiva dello stato oltre che in quelle di legislazione concorrente ci sia la possibilità, con accordi tra la Regione e il Governo nazionale, di ottenere una maggiora autonomia regionale. È il cosiddetto Regionalismo differenziato.
Vediamo prima di tutto in cosa consiste questa differenziazione eppoi analizzerò i limiti e la confusione del testo della delibera regionale nella materia delicatissima di cui mi occupo da anni: la tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini.