lunedì 23 aprile 2018

Dopo le inchieste su appalti ASL e Piazza Verdi: valutare, ruotare rimuovere i dirigenti e modello di Giunta Comunale

L’ultima inchiesta sulle presunte tangenti per i cantieri di Piazza Verdi si va ad unire a quella sull’ASL e ad altre precedenti a cominciare dallo scandalo storico di Pitelli e soprattutto della mancata bonifica del sito, golfo compreso. 
Ma non è solo questione di tangenti perché anche quando le scelte vengono fatte senza sistemi corruttivi queste producono lo stesso costi anomali alla Pubblica Amministrazione, inefficienze, conflitti giurisdizionali e soprattutto tra Comune e comunità locale. Si vedano:
1. gli appalti vari finiti sempre con varianti in corso d’opera (Piazza del Mercato, strada pedecollinare, etc.),
2. il finto fronte urbanistico dei quartieri del Levante in realtà una mera speculazion edilizia insensata rispetto alla riqualificazione del rapporto porto città
3. la bonifica dell’area ex IP durata anni in danno di migliaia di cittadini spezzini colpiti dalle emissioni odorigene incontrollate, 
4. le sentenze di condanna per danno ambientale alla centrale Enel mai applicate,
5. la vicenda del dragaggio del porto che ha dimostrato (senza bisogno di situazioni di corruzione) l’incapacità della pubblica amministrazione di controllare  e sanzionare autonomamente (senza intervento della magistratura) i comportamenti della ditta esecutrice,

e potrei continuare…

Allora di fronte a questa situazione le inchieste della magistratura vengano pure ci mancherebbe anzi meno male ma se vogliamo cambiare le cose il problema va affrontato alla radice e riguarda il modello di governo trasparente del Comune.

Tre sono le questioni fondamentali da affrontare:

venerdì 20 aprile 2018

LE BUONE REGOLE PER GESTIRE UNA VERTENZA AMBIENTALE

Premessa: se non agisci a partire dal merito del problema ma soprattutto od esclusivamente dalla finalità di apparire (politicamente, elettoralmente, personalmente) difendi solo la tua immagine ma non i cittadini che a parole dichiari di difendere.

martedì 10 aprile 2018

Gli atti ufficiali lo dimostrano: il centro commerciale in area ex SIO può essere bocciato


Finalmente ho potuto esaminare la documentazione completa dell’iter amministrativo e, anche se ne ero piuttosto certo da prima, ora ho pure i riscontri documentali completi per  riaffermare quello che sostengo da tempo. Il nuovo centro commerciale nell’area ex SIO nel Comune di Spezia può essere fermato o bocciato per le motivazioni e secondo le modalità che spiego nel post che segue...

sabato 7 aprile 2018

VIA volontaria o VIA postuma?


Seguendo varie vertenze ambientali  dove gli impianti e le attività che producono disagi alla popolazione residente non avevano avuto la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale  nei tempi di legge, c’è chi chiede ai gestori di detti impianti di avviare una VIA “volontaria”.
La VIA volontaria, giuridicamente parlando, non esiste e prenderla in considerazione rischia, sempre che i gestori degli impianti la accettino, di essere gestita in totale discrezionalità da coloro che avevano già violato la normativa (con la complicità delle Autorità Competenti in materia) e che hanno prodotto e continuano a produrre disagi ai residenti della zona interessata dall’impatto ambientale e sanitario.

venerdì 23 marzo 2018

SUL "REFERENDUM" RELATIVO ALLA ALIENAZIONE DELL'ASILO DI VIA FIRENZE A SPEZIA

I referendum sono una cosa i percorsi di partecipazione e/o di ascolto attivo sono altro da ciò che è stato fatto nel caso della alienazione dell'asilo spezzino (vedi QUI) e credo di sapere di cosa scrivo visto che ne ho gestiti "qualcuno" in questi anni 😉. 

giovedì 22 marzo 2018

Impianto LaminaM di Borgo Val di Taro: le istituzioni latitano e i disagi alla salute restano


Quello che sta accadendo a Borgo Val di Taro è gravissimo (vedi QUI).
Un impianto che produce da oltre un anno gravi disagi ai residenti locali, una intera comunità mobilitata nel chiedere chiarimenti e l'intervento delle istituzioni, i Medici di famiglia locali e l'associazione Medici per l'Ambiente schierati a fianco della comunità nel confermare la fondatezza scientifica dei disagi, mentre le istituzioni si trincerano dietro lo scaricabarile delle competenze e il rispetto formale di limiti di legge.

domenica 18 marzo 2018

Consiglio di Stato su Piano regolatore portuale Spezia e le incaute dichiarazioni del Presidente della Autorità di Sistema Portuale


La Presidente della Autorità di Sistema Portuale dopo la sentenza del Consiglio di Stato n. 1619/2018 (vedi QUI) che ha respinto il ricorso contro le modalità di attuazione del PRP da parte della associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società, con toni arroganti minaccia di chiedere risarcimenti danni contro gli ambientalisti che a suo dire “fermerebbero lo sviluppo del porto di Spezia”.

sabato 17 marzo 2018

Impianti Bitumi nel Mugello: emissioni anomale, valutazioni inesistenti, monitoraggi rinviati


Ieri 16 marzo ho partecipato ad una assemblea organizzata dal Comitato di cittadini di Massorondinaio località nel Comune di Scarperia e San Piero in provincia di Firenze, dove è attivo da molti anni un impianto di produzione di conglomerato bituminoso che produce forti disagi ai numerosi residenti della zona prodotti soprattutto da emissioni odorigene, polverose oltre a quelle rumorose.
Quello che segue è il testo completo della relazione da me tenuta alla Assemblea nella quale analizzo le lacune istruttorie e autorizzatorie di questo impianto.
Sintetizzando questo impianto, come mi accade di verificare spesso nelle varie vertenze che seguo in diverse Regioni, non ha avuto al momento della sua collocazione:
1. una valutazione di impatto ambientale che ne dimostrasse la compatibilità con il sito in cui collocato
2. una istruttoria che ai sensi della normativa sulle industrie insalubri di prima classe ne verificasse la compatibilità sanitaria
3. mancanza di monitoraggi e controlli sistematici in grado di fornire risposte certe alle numerose segnalazioni dei cittadini che subiscono i disagi prodotti dall’impianto
4. rinvio dei monitoraggi per ragioni burocratiche ed organizzative interne agli enti di controllo a dimostrazione della carenza strutturale degli stessi
5. un atteggiamento, da parte della Amministrazione Comunale, non trasparente e soprattutto non coinvolgente verso i cittadini nell'affrontare la  questione dei disagi manifestati. 

Questo caso conferma quello che sostengo da tempo  nel giudizio sugli amministratori locali: prima di agire non devono chiedersi cosa potrebbe succedere a loro ma cosa succederebbe ai cittadini se loro non agissero!

Di seguito la mia relazione...

venerdì 9 marzo 2018

Nuove sentenze sulla VIA ex post.I casi Italiana coke, CostaMauro, ex cava Fornace,LaminaM,Volpara,Matera


La Corte di Giustizia (sentenza 28 febbraio 2018 causa C117-017 vedi QUIe  il TAR Toscana (sentenza n. 156 pubblicata lo scorso 30 gennaio 2018 vedi QUI)  ritornano sulla Valutazione di Impatto Ambientale  ex post affermando principi generali (al di la del caso concreto giudicato) che confermano i caratteri di fondo della VIA postuma, val a dire la applicazione della VIA successivamente alla realizzazione di un impianto e/o progetto che non ha avuto la VIA quando è stato autorizzato inizialmente.

venerdì 2 marzo 2018

Nuova legge sulle emissioni odorigene. Ora applichiamola ai casi concreti!


Da tempo seguo vari impianti che producono forti disagi per emissioni odorigene non adeguatamente regolamentate dalle autorità competenti. Alcune regioni hanno normato le emissioni odorigene ma sono una minoranza (Lombardia, Provincia di Trento,Piemonte, Puglia). Nelle situazioni che seguo anche quando la problematica degli odori viene affrontata ciò  avviene con monitoraggi estemporanei senza adeguate procedure di verifica e di sanzionamento se non la generica fattispecie (ma sempre utile se applicata correttamente) dell’articolo 674 codice penale: getto di cose pericolose, che però prevede sanzioni limitate quindi non efficacissime per situazioni di grave disagio come quelle che seguo direttamente.

giovedì 1 marzo 2018

Impianto Laminam Borgotaro: lacune e vizi procedurali nelle autorizzazioni

Pubblico di seguito la versione  scritta della comunicazione che ho tenuto all'interessante convegno di Borgo Val di Taro sulle problematiche ambientali e sanitarie dell'impianto industriale Laminam (fabbricazioni prodotto ceramici). L'incontro è stato organizzato dalla Associazione per il futuro delle nostre valli "Ambiente, salute  e vita" in collaborazione con il Comitato Aria nel Borgo
All'incontro hanno partecipato anche medici di base e del lavoro che hanno illustrato le problematiche sanitarie esistenti in quel territorio anche in relazione alle emissione dell'impianto LaminaM. 

La mia relazione si è incentrata nella descrizione delle lacune istruttorie e dei vizi procedurali che hanno accompagnato fin dalla sua installazione l'impianto in questione. 

mercoledì 28 febbraio 2018

VIA EX POST: applicabile anche con la abrogazione legge ligure sulla VIA. Il caso Italiana coke


Come è noto agli addetti ai lavori il Consiglio Regionale con una decisione, a mio avviso discutibile, ha abrogato la legge regionale sulla VIA (LR 38/1998). Ne ho trattato diffusamente in questo post QUI.

Dopo questa abrogazione sta avanzando da parte della Giunta Regionale ligure e della dirigenza del settore Ambiente regionale una intepretazione secondo la quale essendo stato abrogato, insieme con la legge regionale 38/1998, anche il comma 4-bis articolo 2 che disciplinava la procedura di VIA ex post  questa ultima non è più applicabile alle procedura di rinnovo delle autorizzazioni.

mercoledì 21 febbraio 2018

Sentenza su impianti a rischio incidente rilevante: rapporti di sicurezza e rischio sanitario


Interessante sentenza del TAR Puglia (Lecce Sez. III n. 60 del 16 gennaio 2018 vedi QUIche ha confermato il rigetto del nulla osta di fattibilità (normativa Seveso sui rischi di incidenti industriali) per un deposito costiero per lo stoccaggio di idrocarburi (gasolio per autotrazione e benzina)

lunedì 19 febbraio 2018

Consiglio di Stato. Stazioni radio base telefonia mobile: ci vuole il parere sanitario


Interessante sentenza del Consiglio di Stato  (1058 del 19 febbraio 2018) in materia di installazione di stazioni radio base e poteri regionali e comunali per limitarle

La Sentenza pur dando ragione nel caso specifico al gestore di telefonia mobile che voleva installare la stazione radio base per telefonia mobile ha riaffermato i poteri che Regioni e Comuni possono esercitare per limitare la installazione di questi impianti a tutela del paesaggio del territorio e della salute dei cittadini residenti nelle zone interessate dal sito individuato.

venerdì 16 febbraio 2018

Impianto rifiuti Cerri di Follo: i Sindacati su ambiente e occupazione arrivano in ritardo


Sull'impianto di trattamento rifiuti di Cerri di Follo comprendo le preoccupazioni dei lavoratori dipendenti, a cui va la mia solidarietà umana prima di tutto, ma i sindacati che ora strepitano per il rischio dei posti di lavoro dove erano in tutti questi anni quando si chiedeva ai titolari dell'impianto di rispettare le prescrizioni delle autorizzazioni, di presentare domanda di autorizzazione integrata ambientale riorganizzando gli spazi di lavoro dell'impianto?

lunedì 12 febbraio 2018

Deposito GPL nel porto di Chioggia: un progetto inadeguato nel merito e nella procedura


Il Progetto di deposito di GPL nel porto di Chioggia è l’ennesima dimostrazione di come le procedura di VIA ed in particolare quella di Verifica di assoggettabilità a VIA siano sempre più trasformate in procedure di compatibilizzazione ambientale di progetti decisa a priori a prescindere dalla specificità del sito, dai parametri di legge, dalla giurisprudenza in materia come pure dal consenso della popolazione locale.

D’altronde come ho avuto spesso modo di ribadire: Valutare non è decidere ma mettere il decisore in grado di ponderare tutti gli interessi in gioco nella decisione finale, coinvolgendo la comunità locale e rispettando la percezione sociale del rischio legato al progetto da valutare prima e da approvare poi.
Invece la VIA viene vissuta tutt’ora come un mero atto autorizzatorio tra tanti rimuovendo il suo carattere di processo di valutazione preventiva degli impatti ambientali e sanitari di un progetto sulla base di scenari alternativi: di sito ma anche di tecnologia compresa l'opzione zero.

Contro questo progetto è nato un Comitato di cittadini attivi che ha tenuto lo scorso 9 febbraio una affollata assemblea pubblica. Quella che segue è la sintesi della mia relazione. La stesura completa della Relazione è stata consegnata ai rappresentanti del Comitato.

venerdì 2 febbraio 2018

Sequestrato impianto rifiuti di Cerri di Follo: doveva essere fermato prima!

Sequestrato l’impianto di trattamento rifiuti speciali pericolosi e non in località Cerri di Follo con provvedimento chiesto dalla procura del Tribunale di Spezia  e firmato dal giudice per le indagini preliminari. L’obiettivo del sequestro è quello di limitare "l’aggravamento delle condizioni di inquinamento ambientale dell’area". Inquinamento prodotto dalle tonnellate di rifiuti ammassati nel piazzale dell’impianto.

Purtroppo occorre dire che la situazione non era recente ma andava avanti da anni. Gli enti competenti (Provincia per l’autorizzazione) Comune (per la tutela sanitaria) avevano nel passato emanato diffide e ordinanze ma senza risolvere alla radice il problema. Un impianto non adeguato (per dimensioni e tecnologie) alla quantità e qualità di rifiuti trattati.

domenica 28 gennaio 2018

Area centrale Enel e fusione nucleare, ma il metodo per decidere dove è?

L'area della centrale Enel della Spezia è stata scelta tra le 4 nelle quali dovrebbe essere collocato (previsa selezione apposita) un progetto sperimentale di fusione nucleare (vedi QUI). 
Sarò come spesso mi accade controcorrente ma a me interessa, prima ancora che discutere di questo progetto, capire tre cose:
1. come verrà impostata la bonifica dell'area della Centrale Enel. Bonifica a cui è obbligata Enel SpA in quanto soggetto inquinatore
2. quando la centrale se ne andrà sul serio con un progetto chiaro di dismissione presentato ufficialmente
3. se verrà avviata una valutazione di impatto sanitario per capire i danni alla salute prodotti fino ad ora e quindi se la discussione sul futuro dell’area verrà collegata con lo stato reale dell’inquinamento e della salute dei cittadini residenti.

Le suddette questioni devono tenersi insieme alla discussione sul futuro dell’area ecco come: 

domenica 21 gennaio 2018

Decadenza del PUC di Spezia il centro commerciale area ex SIO si può fermare comunque

Sia il progetto dell’area ex SIO nonchè  l’altro  progetto urbanistico operativo (PUO) per trasformare due capannoni fatiscenti di Acam, in via Fontevivo, in 3 edifici di 5 piani, e 2 strutture commerciali possono essere fermati nonostante  il nuovo Piano Urbanistico Comunale di Spezia sia decaduto. Questo per in motivi che illustro di seguito in questo post sia pure sommariamente e in chiava divulgativa…


giovedì 18 gennaio 2018

Impianti Inerti Lagoscuro: No ad autorizzazione per interdittiva antimafia e quello di Cerri di Follo?

Con Determina  dirigenziale n. 97 del 18 gennaio 2018 (vedi QUI) la Provincia di Spezia ha rigettato la domanda di autorizzazione unica ambientale alla ditta  Granulati srl (ex Inerti).

La motivazione del rigetto è frutto della conferma da parte della Prefettura della Spezia della interdittiva antimafia con provvedimento prot. n. 771 del 05.01.2018.


Secondo la determina della Provincia il dissenso della Prefettura non è superabile ai sensi della norma di cui all’articolo 67 del DLgs 159/2011 (Codice leggi antimafia) secondo la quale chi è interdetto per antimafia non può avere:  “f) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati;". 
Quanto sopra è stato confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n.565 del 9 febbraio 2017 (vedi QUIproprio in relazione alla ditta Granulati.
Con detta sentenza è stata annullata la sentenza del TAR Emilia Romagna n. 123 del 2016 con la quale era stata annullata la l’informativa antimafia del 21 gennaio 2015 e gli atti consequenziali o presupposti della ditta Granulati. Sulla base di quella sentenza del TAR era quindi stata dichiarata illegittima anche la decisione della Provincia della Spezia di non rilasciare Autorizzazione Unica Ambientale (di seguito AUA) a questo impianto.

Per una analisi approfondita di questa sentenza si veda QUI

mercoledì 17 gennaio 2018

Modifica dell’AIA come funziona. I casi Laminam e Discarica ex cava Fornace

La procedura che disciplina il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale è caratterizzata da vari parametri. Una delle questioni fondamentali è se le modifiche apportata ad una installazione già assoggettata ad AIA sia da considerarsi sostanziale o meno. Di seguito analizzerò

1. la definizione normativa di modifica sostanziale anche alla luce di una interessante recente sentenza del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Trento n.300 del 10 novembre 2017 (vedi QUI).
2. la violazione della suddetta normativa in alcuni casi specifici riportati alla fine del paragrafo che descrive la disciplina violata. In particolare utilizzerò due casi studio legati a vertenze che sto seguendo in due regioni diverse: il caso dell'impianto Laminam a Borgotaro e quello della discarica ex cava Fornace a Montignoso (MS).

venerdì 12 gennaio 2018

Ambiente la finta e confusa autonomia della giunta Toti

Con apposita DGR (vedi QUI), che verrà presentata al Consiglio Regionale di oggi, la Giunta Toti ha predisposto le condizioni per avviare il negoziato con il Governo per il riconoscimento alla Regione Liguria di forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Si tratta di un atto che tocca molti aspetti delle competenze regionali e statali così come ripartite dall’articolo 117 della Costituzione tra legislazione concorrente stato e regioni e legislazione esclusiva statale.
L’ambiente come è noto rientra tutt’ora nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello stato. Le ragioni sono state più volte spiegate dalla Corte Costituzionale e possono così sintetizzarsi: l’ambiente è un bene unitario e va tutelato complessivamente in tutta la nazione, le regioni possono derogare o integrare le norme statali ma solo alle condizioni previste dalle leggi ordinarie statali nel quadro del diritto comunitario in materia e comunque mai peggiorando la tutela ambientale ma al massimo migliorandola.
La Costituzione prevede però all’articolo 116 che anche nelle materia di competenza esclusiva dello stato oltre che in quelle di legislazione concorrente ci sia la possibilità, con accordi tra la Regione e il Governo nazionale, di ottenere una maggiora autonomia regionale. È il cosiddetto Regionalismo differenziato.
Vediamo prima di tutto in cosa consiste questa differenziazione eppoi analizzerò i limiti e la confusione del testo della delibera regionale nella materia delicatissima di cui mi occupo da anni: la tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini.