sabato 20 luglio 2013

La centrale Enel, il Pappagallo della Unione Industriali, la deindustrializzazione di Spezia

Dopo le dichiarazioni ufficiali  degli Amministratori Locali e le contestazioni puntuali del Comitato Speziaviadalcarbone sulla proposta di Convenzione Enel-Comune di Spezia, ecco arrivare alcune dichiarazioni come dire in controtendenza non tanto per il merito, si tratta di posizioni subordinate a quelle della Amministrazione Comunale, ma per  un mix di supponenza ed ignoranza che le rende interessanti solo per la fonte da cui provengono (almeno la seconda).


La prima di un ingegnere  (vedi QUI), che si avventura in paralleli tra la nostra città ed una città della Florida con un porto commerciale ed  una centrale come la nostra. Qualcuno spieghi al signore che la procedura di autorizzazione della centrale, di cui stiamo discutendo da anni, la cosiddetta AIA, ha al centro della sua istruttoria i principi della specificità del sito in cui l’impianto da autorizzare si colloca, della considerazione degli impatti cumulativi, di precauzione.
In altri termini è il modello gestionale dell’impianto da autorizzare che deve adeguarsi al sito, alle sue specificità ambientali e sanitarie, per questo non si possono riprodurre meccanicamente situazioni proprie di altri siti con quello spezzino.
Solo con la corretta istruttoria prevista dalla normativa sull’AIA, a cominciare dal parere sanitario del Sindaco, si possono eventualmente verificare paralleli.

Di interessante però nell’intervento dell’ingegnere in questione c’è la parte finale: quando sostiene la tesi che se proprio la centrale dovrà restare a Spezia tanto vale pensare ad un impianto totalmente rinnovato e adeguato .
Effettivamente la scelta del Comune di Spezia di chiedere non eccessivi  investimenti all’Enel pur mantenendo il carbone si sta rivelando un boomerang. Enel ha già risposto che non se ne andrà da Spezia. Ma d’altronde a prescindere  da quello che pensa Enel se la prossima AIA non conterrà al suo interno, con carattere prescrittivo, la data di chiusura del gruppo, non serviranno certo le dichiarazioni politichesi del Sindaco a spostare le cose.
Andatevi a vedere tutte le AIA sulle centrali dove si è prevista la chiusura di sezioni: tutte hanno una data di scadenza ed un relativo regime transitorio.
Il rischio quindi è che la strategia del Comune produca un’AIA che pur adeguando la centrale alla nuova normativa sulle emissioni (e ci mancherebbe ovviamente) con limiti anche leggermente inferiori, confermi la presenza della centrale a carbone come minimo per 8 anni. Ma come è noto i termini ex lege delle autorizzazioni hanno carattere ordinatorio, d’altronde che sia così lo dimostra la vicenda di questi anni: la centrale doveva avere la nuova autorizzazione entro il 2007 ed invece sta arrivando ora nel 2013. Quindi è molto probabile che lo scenario dopo l’AIA, che sta per essere emanata, sia: una centrale a carbone di concezione impiantistica obsoleta in pieno centro città per almeno 10-15 anni.  Il tutto con buona pace dei bei discorsi e slogan del Sindaco Federici.



Di tutte queste problematiche non si cura il presidente dell’Unione Industriale di Spezia  che in una dichiarazione su Cronaca 4 (vedi QUI) si preoccupa, nella sua migliore tradizione, soprattutto di insultare gli ambientalisti.
Accusa gli ambientalisti di “visione bucolica” e di “manierismo”, ma sulla Convenzione e sull’AIA, pur avendo a disposizione i dati, le strutture e le competenze di Confindustria, non è in grado di fare altro che ripetere come una pappagallo ammaestrato le dichiarazioni del Comune.
Soprattutto di accettare l’elemosina di qualche milione di euro da parte Enel e la cessione di aree ancora da bonificare rimuovendo le centinaia di milioni di euro di danni ambientali che Enel ha prodotto al nostro golfo e al nostro territorio come confermato da sentenze penali passate in giudicato con relative provvisionali che potevano anticipare cause milionarie (in euro) di risarcimento danni. Cause che il sottoscritto quando era assessore aveva impostato ma che poi dopo le mie dimissioni non sono state più avviate. 

Il Sig. unione industriali poi ha pure il coraggio di scrivere che con la Convenzione e la nuova AIA alla centrale enel:  “La vocazione industriale che ha fatto grande nel passato la nostra città esce rafforzata...... ”. 
Ma di cosa stiamo parlando?
La vocazione industriale in questo caso consiste nel confermare una carretta (definizione datami da un tecnico Enel  in via privata) di sezione a carbone (non parliamo del turbogas che di fatto non ha mai funzionato con regolarità per scelta Enel ed in violazione della autorizzazione dl 1996).

Come è noto io sostengo la tesi che è poi quella del Comitato Speziaviadalcarbone della chiusura del gruppo a carbone con adeguata istruttoria sanitaria che la motivi e con un periodo di transizione, che prepari detta chiusura, di circa 3 anni.   Ma se io fossi un vero industrialista non un pappagallo come il signore di cui stiamo trattando non mi sarei limitato ad accettare passivamente la trattativa tra Enel e Comune ma sarei intervenuto attivamente chiedendo  una vera innovazione industriale per la nostra città.

Se fossi il Presidente della Unione Industriali di Spezia avrei detto: dopo oltre 50 anni di centrale, se Enel vuole restare a Spezia, deve investire sul serio; realizzi un impianto di nuova concezione che bruci carbone garantendo limiti di emissioni nettamente più bassi di quelli che può garantire la carretta che ci vogliono propinare per altri 15 anni.     

Sto dicendo fesserie? NO basta riportare questa tabella che mette a confronto i limiti di emissione di un impianto a carbone di nuova concezione (Porto Tolle) con quelli chiesti dal Comune di Spezia per la nuova AIA della centrale di Vallegrande.
PRESCRIZIONI AUTORIZZAZIONE UNICA CENTRALE ENEL DI PORTO TOLLE
RICHIESTE DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER LA CENTRALE ENEL DI SPEZIA
SOx    80 mg/Nm3
SOx       180 mg/Nm3
NOx   80 mg/Nm3
Nox  180 mg/Nm3
Polveri 7 mg/Nm3
Polveri 15 mg/Nm3
Carbone zolfo inferiore all’1%  e registro qualità carbone bruciato in centrale
Non specificato
Progetto sperimentale di trattamenti dei fumi per l’abbattimento del Mercurio (HG)
Non specificato
Introduzione di Migliori Tecnologie Disponibili  per affrontare la problematica del c.d. PM 10 secondario che si forma per reazione degli inquinanti primari come SOx e NOx
Non specificato
Protocollo su limitazioni al funzionamento della centrale se vengono superati i limiti di emissioni delle polveri per più di 35 giorni all’anno. Il sistema funzionerà attraverso una centralina dedicata per il punto massimo di ricaduta individuato con modello matematico di diffusione degli inquinanti
Non specificato
Monitoraggio ozono
Non specificato
Sperimentazione impianto cattura CO2 (effetto serra) come già introdotto a Brindisi
Non specificato
Misurazione radioattività nel carbone e nelle ceneri nonché nella aree esterne alla centrale per verificare l’accumulo di radioisotopi
Non specificato

Aggiungo che se fossi il Presidente della Unione Industriali avrei da tempo chiesto la costituzione di un tavolo a livello ministeriale che coinvolga gli enti energetici che operano da decenni nel nostro territorio, consumando suolo, economia e salute degli spezzini senza dare in cambio che briciole e da ultimo neppure occupazione. A questo tavolo chiamerei Regione ed Enti Locali spezzini ovviamente e avanzerei la proposta di un grande progetto di innovazione industriale e di bonifica del nostro golfo: vogliono restare a Spezia Enel e Gnl Italia? Bene investano anche per il territorio oltre che fare profitti con impianti obsoleti inquinanti e pericolosi.

Ma il sig. unioneindustriali   preferisce fare il pappagallo invece del vero promotore di innovazione industriale, e soprattutto preferisce insultare gli ambientalisti senza mai entrare nel merito di quello che dicono e scrivono.

Lo ricordo, questo signore,  in prima fila ad un nostro convegno in Sala Dante….. tutto incravattato e stilizzato: stette li una mezz’ora per poi andarsene senza proferire parola e rilasciando poi il giorno dopo dichiarazioni politichesi ed insulti a cittadini che volontariamente e gratuitamente, usano il loro tempo e le loro competenze per produrre analisi e proposte serie e rigorose, certo contestabili, ma sicuramente innovative.


















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