giovedì 23 marzo 2017

Aree centrale Enel di Spezia: bonifica si o no?

Sul Secolo XIX dello scorso 21 marzo è stata pubblicata la notizia che secondo documenti Enel ma condivisi dal Comune non ci sarà bisogno di bonificare l’area che ha interessato per anni l’attività della centrale soprattutto se in quell’area verrà mantenuta la destinazione ad uso industriale.
Premesso che in generale la questione del riuso dell’area attualmente occupata dalla centrale Enel deve essere impostata prima di tutto metodologicamente senza fughe decisioniste in avanti come ho spiegato in questo post (vedi QUIintanto si pone una questione di trasparenza.
Se esistono questi documenti vanno resi pubblici. Per ora quello che esiste smentisce sostanzialmente quanto affermato dal comune.
Quello che esiste in riferimento allo stato dell’inquinamento in atto nell’area della centrale Enel è contenuto in un documento che si chiama Relazione di Riferimento (per il testo vedi QUI). Questo documento del 7 gennaio 2016 è previsto dalla normativa che disciplina la attuale autorizzazione alla centrale la c.d. Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Ma di cosa si tratta e soprattutto questo documento dimostra che davvero non c’è bisogno di bonificare  l’area della centrale come afferma confusamente la dichiarazione del Comune?

sabato 11 marzo 2017

Come redigere e gestire un Esposto per Reati Ambientali

L'esposto deve essere firmato da persone residenti nella zona o comunque che subiscono danni dalla attività contestata   in modo che possano un domani, se l'inchiesta andrà avanti, risultare come persone offese. 

Non importa che siano tante firme l'importante è che sia chiara la correlazione (ad esempio anche solo per residenza o attività lavorativa etc. ) con l'attività o i fatti contestati.

2,5 milioni di container a Spezia e fascia di rispetto a pezzi e bocconi

Il Presidente della Autorità di Sistema Portuale (Spezia - Carrara) promette 2,5 milioni di container per lo scalo spezzino entro 3 anni, nel frattempo ci sarà: "una parte di fascia di rispetto al Canaletto di cui in estate partiranno i lavori". Una "parte"? No signora Presidente il giudizio di VIA del Ministero dell'Ambiente sul Piano Regolatore del Porto non prevedeva interventi parziali di mitigazione ma progetti complessivi per evitare frazionamenti del progetto che non tenessero conto sia dell’impatto complessivo dell’ampliamento del porto sia del trasferimento dell’impatto da una zona retro portuale all’altra. E dietro il porto come è noto ci abitano decine di migliaia di cittadini a poche decine di metri in linea d’aria.

giovedì 9 marzo 2017

La bonifica del sito di Pitelli al palo: le balle del Comune e cosa si dovrebbe fare

Ecco cosa dichiarava il Sindaco di Spezia sulla declassificazione del sito di Pitelli da nazionale a regionale il 4 novembre 2014: " Con le modalità e i tempi romani si doveva attendere anche oltre un anno per convocare una semplice conferenza dei servizi e per una decina d'anni è stato così. Col Sir possiamo agire, decidere."
I risultati sono li a dimostrare la falsità di questa tesi come dimostra il titolo del Secolo XIX di oggi che riproduco qui accanto. Ma cosa si può fare?:
1. Intanto smetterla di raccontare delle balle sull’utilità della declassificazione del sito.
2. In secondo luogo coinvolgere i privati (non solo gli inquinatori ovviamente perché li si andrebbe poco lontano) con un ruolo forte di pianificazione e programmazione dell’ente locale e della Regione oltre che della Provincia se rinascerà dalle ceneri di questi anni di folli riforme istituzionali.

Vediamo partitamente le questioni:

martedì 7 marzo 2017

La Materialità dei Conflitti cambierà il Diritto Ambientale e non solo…

Parecchi anni fa (anni 90 del secolo scorso) un giurista di grande valore deceduto qualche anno fa avanzava una visione del diritto ambientale[1] che usciva dalle logiche polverose dei seminari giuridici slegati dalla materialità dei conflitti ambientali che nei territori si svolgevano.......  

venerdì 3 marzo 2017

La partecipazione a Spezia è una "tela di Penelope". Ecco le prove!

Il Sindaco di Spezia  tempo fa sul Secolo XIX dichiarava: “Le grandi questioni di prospettiva, penso al Piano urbanistico comunale adesso e al Piano strategico in passato, hanno dato ampio spazio alla partecipazione”. Forse io e lui siamo vissuti in due città diverse in questi anni.

L’ultima porcata partecipativa il Comune l’ha realizzata con il progetto di rifacimento della scalinata Cernaia. Anni di impegno gratuito del Comitato dei cittadini per salvare questa scalinata, commissioni, riunioni “partecipate”, accordi verbali e scritti, atti che apparentemente sembravano accogliere le richieste dei cittadini e alla fine, come denuncia il Comitato oggi sul Secolo XIX, ecco che con la politica del fatto (anzi in questa caso dei “lavori”) compiuto/i si aggira questo confronto che i cittadini avevano condiviso volontariamente spendendo gratuitamente il loro tempo di vita per difendere un pezzo di identità storica della città.

Ma come dire è solo l’ennesimo esempio e la tecnica è sempre la stessa: si avvia il percorso partecipativo, si fanno i tavoli, si strombazza, con la “comunicazione” pagata da tutti noi, il percorso, si coinvolgono tutti gli interessi in gioco e…… nel frattempo nelle segrete stanze del Comune si organizzano i fatti perché in quelle stanze cosa fare rispetto all’oggetto del percorso lo sanno in anticipo i soliti noti. In questo senso mi aspetto la stessa fine del tavolo di confronto sulla c.d. "movida" del centro città: nel tavolo si discute e fuori dal tavolo si distrugge quello che si è raggiunto nella discussione: LA TELA DI PENELOPE e sappiamo bene chi sono i disfacitori notturni!
Credo sia arrivato il tempo di chiudere ogni canale di comunicazione con questi Amministratori che non meritano neppure un secondo del tempo di vita dei cittadini attivi spezzini.
Sono il solito “esagerato”, NO  è la storia politico amministrativa che parla al posto mio.

giovedì 2 marzo 2017

Impianti rifiuti Cerri di Follo: i sogni di un Sindaco e la dura realtà delle foto

Come riportato dalla stampa locale di qualche giorno fa (vedi a fianco articolo del Secolo XIX del 22/2/2017)  in relazione all’impianto di  messa in riserva con selezione, cernita, recupero e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, ubicato in località Cerri del Comune di Follo, il Sindaco del Comune ha dichiarato che: “la situazione è sotto controllo”.
Evidentemente siamo di fronte ad un fenomeno di anomala rimozione della realtà che sarebbe quasi da psicanalizzare se non parlassimo di un autorevole Amministratore Pubblico.
Infatti la realtà dei fatti come dimostro di seguito è ben lontana dall’essere sotto controllo.